CONSIDERAZIONI SUGLI
INGREDIENTI DELLA PIADINA

La farina
Il
grano può essere "duro" o "tenero"
in base al suo contenuto in amido.
Il grano trebbiato subisce tutta una serie di lavorazioni.
I componenti della farina sono:
proteine, amido,
lipidi,
zuccheri ed enzimi.

Il grano duro
Il
"duro" contiene poco amido.
Quando viene macinato grossolanamente dà la semola adatta per preparare la
pasta alimentare; se è macinato meglio à il semolino usato nelle polentine; se
poi la macinazione è accurata dà la farina che, contenendo molte proteine,
quando è intrisa d’acqua, dà un glutine resistente rendendola così adatta
alla panificazione.

Il grano
tenero
La
farina di grano "tenero", ricca di amido e povera di proteine, è
adatta invece per confezionare paste friabili e soffici. Viene in genere
mescolata a farina di grano "duro" per ottenere la farina domestica
adatta per diverse preparazioni alimentari tra le quali ricordiamo quella della
piadina.

Lavorazioni
subite dalla farina
Con la macinazione si eliminano i lipidi che,
contenuti nell’embrione e nella crusca, renderebbero la farina meno
conservabile. In tal modo si separa l’endosperma, il tessuto cellulare del
grano, che verrà macinato e vagliato più volte fino ad ottenere una farina con
le dimensioni delle sue particelle adatte all’uso culinario a cui è
destinata.Si sottopone poi la farina ad imbianchimento per eliminare il colore
giallo dovuto alla presenza di xantofille. In tal modo però si elimina anche
tutta la vitamina E presente. Si deve poi maturare la farina per azione del
biossido di cloro. Con la maturazione della farina si migliora la qualità degli
impasti che saranno più resistenti ed elastici.

Le
proteine della farina
Il
grano è il più importante dei cereali perché ha proteine dell’endosperma ,
la GLIADINA e la GLUTENINA, che, a contatto con l’acqua, reagiscono tra loro
per dare un glutine solido ed elastico che permette la panificazione. Infatti
tale glutine è in grado di espandersi per incorporare l’anidride carbonica,
sviluppatasi durante la lievitazione, senza rompersi.

L'amido
nella farina
Il 70 % della farina è costituito da amido.
Sotto forma di granuli costituisce l’endosperma che è la fonte
dell’energia necessaria all’embrione per vivere e svilupparsi.
I granuli di amido sono formati da due tipi di molecole; l’amilosio
e l’amilopectina.
Tali granuli, durante la cottura, contribuiscono alla formazione della
struttura fisica del prodotto cotto.
I granuli danneggiati poi sono attaccati da enzimi che trasformano
l’amido nello zucchero necessario per nutrire le cellule di lievito.

I
lipidi della farina
I lipidi, pur essendo solo l’1% della farina, svolgono un
ruolo importante nella formazione del glutine perché facilitano la formazione
di legami chimici con le molecole di gliadina e di glutenina e l’adesione del
glutine ai granuli di amido.
Si forma così una struttura a strati. Questi ultimi, scorrendo
l’uno sull’altro, danno plasticità all’impasto.

Gli
zuccheri della farina
Tra gli zuccheri, che costituiscono il 2% della farina,
oltre l’amido, ci sono le emicellulose e i pentosani.
Tutti questi zuccheri sono insolubili per questo, trattenendo acqua,
contribuiscono alla formazione della struttura del pane.
Servono pure come nutrimento del lievito, ma essendo presenti in
scarsa quantità si deve aggiungere malto. Questo, ottenuto facendo germinare
cereali, possiede enzimi, come l’amilasi, in grado di trasformare l’amido in
zucchero anche la farina contiene amilasi in tracce. Contiene pure proteasi e
lipasi, enzimi in grado di "digerire" le proteine e i grassi che però
non hanno influenza sulla panificazione

Il lievito
Tra le 160 specie di funghi unicellulari che si conoscono, il Saccharomyces
cerevisiae o lievito di birra è particolarmente utile nella produzione
della birra e nella panificazione.
Il lievito di birra e il lievito naturale non si usano nella preparazione
della piadina romagnola dove invece prevale l’uso del bicarbonato di sodio o
delle polveri lievitanti.
L’azione dei lieviti naturali, come è stato detto prima, è molto lenta
ed è adatto solo per quegli impasti che sono ricchi di glutine.
Per pastelle, per paste molli vengono preferiti il bicarbonato e le
polveri lievitanti, tutti ad azione rapida.
Il primo può essere usato solo se la pasta è sufficientemente acida. In
genere si preferiscono le polveri lievitanti.

Compito del
lievito
Il lievito trasforma gli zuccheri come il glucosio, il fruttosio
o il saccarosio, in alcool etilico, produce l’anidride carbonica che fa
rigonfiare l’impasto del pane.
La sua attività dipende dalla temperatura: a 35 °C si ha il massimo del
suo rendimento.
Tale lievito ha sostituito nella panificazione, fin dall’antichità, il
lievito naturale costituito dai fermenti presenti nell’aria che, depositandosi
sull’impasto della farina, lo facevano lievitare in tempi molto lunghi e in
modo non sempre desiderato.

Le polveri
lievitanti
Le polveri lievitanti sono miscele di bicarbonato, di sali acidi
come il cremortartaro, il fosfato acido di calcio, di acidi come l’acido
tartarico tutti agenti a temperatura ambiente, di solfato doppio di alluminio e
sodio che agisce solo ad alta temperatura.
Queste polveri, lavorando in due fasi, prima e durante la cottura,
potenziano e migliorano la qualità della lievitazione.

Lo strutto
L’impiego di grassi nell’impasto porta a rendere
friabile la massa del glutine rendendo così più morbido e friabile il prodotto
finale.
Contribuiscono infatti all’aumento del volume rallentando la perdita
di umidità.

Il sale
Aggiunto all’impasto della piadina per dare sapore,
quando è troppo inibisce la lievitazione poiché forma forti legami chimici con
le proteine della farina che rendono più uro e meno estensibile il glutine.
Nello stesso tempo però inibisce pure l’azione degli enzimi che
"digeriscono" le proteine e, in tal modo, impedisce che il glutine
diventi una massa appiccicaticcia, incapace di trattenere l’anidride
carbonica.

Lo zucchero
Aggiungendo piccole quantità di zucchero si facilita la
lievitazione in quanto si fornisce, con esso, un ulteriore cibo per le cellule
del lievito.
In grandi quantità invece si inibisce la lievitazione.
È per questo che i pani dolci impiegano molto tempo per lievitare
poiché lo zucchero contende l’acqua al glutine che così stenta a
rigonfiarsi.
La presenza di zucchero, rallentando la perdita d’acqua, rende più
tenero il prodotto finale e facilita la caramelizzazione della crosta di pane.

Latte e uova
Nella piadina, il latte e le uova possono sostituire
l’acqua. Questi ingredienti oltre all’acqua possono fornire pure proteine e
grassi all’impasto.
Le loro proteine si aggiungono a quelle del glutine influenzando la
struttura del prodotto finale.
I loro grassi, come lo strutto, rendono più friabile il prodotto.
Il tuorlo poi dà anche colore e sapore all’impasto.
In genere però l’uovo non viene impiegato nell’impasto della
piadina.
dal sito
www.racine.ra.it